Percorsi di volontariato: Edoardo e la sua campagna per la promuovere il patrimonio storico-artistico

Dopo aver terminato il percorso formativo di 20 ore, Edoardo B., uno dei 500 Generatori selezionati, racconta la sua campagna di volontariato.

 

Ho 16 anni e da due anni faccio il volontario e l’animatore presso la mia parrocchia durante il Grest estivo. Insieme ad altri giovani animatori volontari abbiamo seguito le attività e i laboratori per i bambini dai 6 ai 10 anni. Cerchiamo di essere un punto di riferimento nel territorio. Siamo felici del nostro lavoro e del riscontro che abbiamo avuto, non solo tra i ragazzi ma anche nelle famiglie che partecipano alle attività e condividono lo spirito del nostro lavoro. È una attività che mi fa felice e dedico con molto entusiasmo il mio tempo libero ai più piccoli. Vivo questa mia attività di volontariato come una missione educativa, ho capito l’importanza di dare il buon esempio, perché questo siamo noi per i più piccoli: un esempio! Ho imparato importanti valori come la condivisione, il rispetto per gli altri e per le regole, rispettare le diversità e soprattutto lo… stare bene INSIEME!

 

La mia idea è realizzare una campagna di volontariato per promuovere il patrimonio storico-artistico ed ambientale del paese in cui vivo, diventare volontario culturale e stimolare altri giovani a diventare volontari culturali. Il progetto mira a contribuire alla riscoperta dei luoghi e delle bellezze architettoniche del centro storico del borgo, attraverso la valorizzazione degli elementi identitari, che consentono di attivare e promuovere nella gente, in particolare nei giovani, il senso di appartenenza alla comunità da cui sviluppa il senso della cittadinanza attiva.

A partire dalla riscoperta della cittadinanza attiva è possibile promuovere nuove sensibilità educative e formative, migliorare le forme di comunicazione e la comunicazione stessa nel territorio, favorire la crescita e la strutturazione di luoghi aggregativi per giovani e meno giovani. Gli obiettivi previsti dal progetto sono: Infondere nei giovani volontari la conoscenza e il rispetto della cultura del territorio; incrementare nei volontari le conoscenze e le competenze nel settore della promozione, della valorizzazione dei beni artistici e culturali contribuire alla crescita dell’individuo, integrandolo nell’organizzazione sociale della comunità grazie ad un programma di interventi volti alla formazione umana, facendo in modo che si relazionino consapevolmente con le risorse del territorio; favorire la partecipazione attiva dei giovani alla vita culturale e sociale del Comune.

La campagna prevede:

  1. raccolta e selezione del materiale informativo/promozionale dei siti archeologici, storici e ambientali del territorio;
  2. formazione dei volontari;
  3. ideazione e creazione di un logo identificativo del progetto;
  4. creazione di brochure informative e di materiale promozionale;
  5. organizzazione e realizzazione di visite guidate a cura dei volontari, aperte ai cittadini e ai turisti;
  6. laboratori di storia e culture locali nelle scuole;
  7. lancio di un contest fotografico aperto a tutti i cittadini con tema “le tue radici”.

Pronta la FAD per gli studenti dell’I.T.I. Lattanzio e dell’I.I.S. Einaudi di Roma

A seguito dell’emergenza sanitaria COVID-19 uno dei primi provvedimenti, attuato inizialmente nelle zone rosse del nord Italia e poi anche nel resto della Penisola, è stato quello di sospendere tutte le lezioni nelle scuole, da quelle primarie, ai licei, fino ad arrivare alle università.
È in situazioni straordinarie, come questa che stiamo vivendo, che si comprende l’utilità e, anzi, la necessità di adottare delle misure diverse e innovative come può essere, ed esempio, la didattica a distanza. Molte scuole e molti insegnanti, quindi, per non far perdere giorni preziosi ai propri studenti, hanno sposato la pratica delle lezioni a distanza. Una modalità che molto probabilmente rimarrà nella nostra quotidianità anche al termine di questi mesi di emergenza.

Sono a casa anche i ragazzi dell’Istituto di Istruzione Superiore I.T.C- di Vittorio – I.T.I- Lattanzio e dell’I.I.S Luigi Einaudi di Roma, due scuole che nei mesi passati hanno preso parte attivamente al Progetto Generatori, lasciando entrare con piacere nelle aule l’iniziativa di OPES, cofinanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dedicata alla promozione del volontariato e delle buone pratiche.
Come già annunciato nelle scorse settimane, i 500 Generatori interessati a proseguire con il progetto per poter aprire poi 100 nuove Associazioni di volontariato su tutto il territorio nazionale, dovranno formarsi tramite una FAD.
E questo è proprio il momento ideale per dedicarsi a pieno a questa formazione a distanza avviata per le fasi finali del progetto.
Le due scuole di Roma hanno messo in campo, da sole, un centinaio circa di studenti tra i 14 e i 19 anni.
I teenagers proprio in questi giorni stanno ricevendo le credenziali per poter accedere alla piattaforma online dove troveranno una serie di video formativi che hanno lo scopo di far comprendere loro l’essenza del volontariato e di dare a questi Generatori di buone pratiche tutte le nozioni e le direttive per poter aprire una nuova associazione.

A breve anche i ragazzi degli altri Istituti italiani coinvolti nel Progetto Generatori entreranno in questa seconda fase dell’iniziativa.

Il volontariato inizia a scuola, anche grazie a Generatori

Cosa si ottiene se si chiede a giovani studenti di immaginare progetti di volontariato che siano punti di forza del prossimo futuro, che vadano a risolvere problemi e a colmare gap lì dove ce ne sono? Vista la risposta conseguita, sembra che i progetti di volontariato siano proprio “un gioco” da ragazzi. Ed ecco così spuntare idee per la realizzazione di orto sociale, piedibus, riciclo o educazione alla legalità. Con titoli che sono spesso evocativi: «Cittadini in erba», «Da vicino nessuno è normale», «Volo tra i banchi», «Il portavalori».

È ora di immaginare una sorta di bilancio per scuola e volontariato, e il CSVnet – coinvolti tutti e 62 Csv soci di CSVnet attivi a fine 2018 – l’Associazione dei centri di servizio per il volontariato, ha provveduto contando ben 210 progetti capaci di coinvolgere quello che è stato definito un esercito di studenti (ben 118mila distribuiti in circa 1800 istituti di ogni ordine e grado), un numero impressionante di docenti (4.741), di istituzioni non profit (3.429), di Centri servizi per il volontariato in Italia (62, collocati questi ultimi nei ruoli di promotori, tutor e anelli di collegamento). Aggiungiamo che oltre un terzo dei progetti (81 su 219), tra cui spicca Generatori, l’iniziativa di OPES cofinanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, è stato avviato negli ultimi due anni, mentre 86 sono quelli in onda da almeno 5 anni, a dimostrazione di quanto queste iniziative siano in grado di creare relazioni stabili e sistematiche.

A lezione di volontariato. I progetti del CSV per gli studenti italiani” esamina non solo i punti di forza, l’originalità, e perché no pure una certa carica “fantastica” più o meno presente nei progetti, ma anche le difficoltà che essi hanno incontrato durante la realizzazione. Non tutte le scuole infatti si plasmano piacevolmente verso queste attività e danno un totale via libera. Non certo per cattiva volontà, ma per impedimenti spesso di origine burocratica, o per la difficoltà nell’incrociare la progettazione delle attività con i tempi e la programmazione della didattica – problematica quest’ultima molto sentita -. OPES, per fortuna, può sostenere di avere incontrato in tutta Italia dirigenti scolastici lungimiranti ed insegnanti che hanno colto tutti gli obiettivi di “Generatori”, a tal punto da considerarlo un progetto utile all’insegnamento dell’educazione civica e alla diffusione di concetti come bene comune, cittadinanza attiva e volontariato. E se avrà interferito con i programmi e le lezioni, l’iniziativa di OPES sarà sicuramente ricordata come un valore aggiunto per i teenager coinvolti, per gli Istituti secondari di secondo grado interessati e per i territori italiani. Generatori, che si concluderà il prossimo mese di aprile, è e sarà e la nuova linfa del volontariato, uno dei pilastri fondamentali del tessuto sociale.

Secondo i numeri elencati nel rapporto del Centro Servizi per il Volontariato, oltre il 15% delle scuole secondarie superiori italiane sono state impegnate, seguite dalle scuole secondarie di primo grado, 326, e primarie, 290. Fra gli enti di Terzo Settore circa 2.500 sono organizzazioni di volontariato (il 73 per cento), che lavorano in rete nella maggior parte dei progetti – seguite da oltre 500 associazioni di promozione sociale.

Ci sarebbe ancora moltissimo da dire su queste iniziative, ma per ora ci accontentiamo, e auguriamo un bell’in bocca al lupo a tutti quelli che ancora ci lavorano (studenti, sportivi, insegnanti, dirigenti scolastici, formatori, responsabili territoriali e del mondo dell’associazionismo, n.d.r.). O ci lavoreranno!

Sergio Mattarella festeggia “Padova capitale Europea del Volontariato 2020”

Il 2020 si preannuncia come un anno pieno di opportunità per il mondo del volontariato e dell’impegno civile ed è previsto che queste due realtà, insieme, saranno attivamente rappresentate a livello europeo.
Tutto è iniziato lo scorso anno. Per OPES il 2019 è stato l’anno di “Generatori” e l’Ente, avvalendosi del cofinanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, si è impegnato nel portare i propri volontari e formatori nelle scuole e nei centri sportivi in tutta Italia per aiutare i giovani tra i 14 e i 19 anni a guardare la realtà con il filtro giusto e per coinvolgerli attivamente in azioni incentrate sul bene comune. Ma il 2019 è stato anche l’anno che ha dato il via a una ridefinizione del volontariato.

E tutto è partito da Padova, che è stata incoronata “Capitale Europea del Volontariato 2020”; con questo titolo sta attraversando il triennio 2019-2021 e per la città è l’occasione per ridefinire e riscrivere i caratteri dello stare assieme e disegnare lo scenario futuro, coinvolgendo in maniera attiva tutti gli attori sociali.
L’anno appena passato ha visto svilupparsi azioni rivolte all’elaborazione di idee e al consolidamento di relazioni; l’intento è stato quello di far conoscere al maggior pubblico possibile il riconoscimento di Padova come capitale europea a livello locale, regionale, nazionale ed europeo. Nel corso dei 12 mesi sono state individuate 7 aree di approfondimento che accompagneranno la discussione e la creazione del palinsesto per il 2020. Sono stati poi creati altrettanti tavoli di lavoro ed elaborazione composti da rappresentanti del terzo Settore, delle Istituzioni, delle categorie economiche, di Università, ricerca e agenzie formative, delle organizzazioni sindacali e dei media a livello sia locale che nazionale.

Il 2020 sarà invece invece l’anno della progettazione. Un anno intenso, ricco di iniziative diverse che avranno sempre Padova come cornice. L’inaugurazione ufficiale di quest’anno da Capitale è avvenuta a Gennaio, con un evento istituzionale di forte impatto che ha visto la presenza di massime autorità locali e nazionali, ma anche un’importante rappresentanza dei diversi mondi del volontariato.
Il 7 febbraio è avvenuta invece la cerimonia ufficiale, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in cui è stato celebrato il ruolo fondamentale delle migliaia di volontari che ogni giorno operano silenziosamente nelle comunità.

Il volontariato batte l’indifferenza, è un mezzo per ricucire, ricostruire il paese. Il capo dello stato ha parlato davanti a migliaia di rappresentanti di quel terzo settore che, ha sottolineato, ha bisogno di un’apposita legge.
Il servizio civile universale può dare una mano a ricucire il paese – ha affermato Mattarella -. Il volontariato può sconfiggere l’indifferenza e in Italia ha radici profonde tanto che i volontari sono diventati veri e propri corpi intermedi della Repubblica: pronti all’intervento di urgenza, impegnati nelle ricostruzioni, nel rammendo delle lacerazioni patite dalle popolazioni, delle ferite presenti nel nostro tessuto sociale e alle quali non sempre le istituzioni riescono a porre rimedio”. Ha poi concluso ricordando la giovane Silvia Romano, rapita in Kenya “mentre svolgeva la sua opera generosa di solidarietà e di pace”.

Il triennio si chiuderà nel 2021, quando il bagaglio di contatti, esperienze e contenuti raccolti nei due anni precedenti diverrà la base e la fonte di ispirazione per le nuove progettualità da sviluppare. Il prossimo anno sarà dato ampio spazio anche alla valutazione dell’impatto economico, sociale, culturale e simbolico sul territorio delle azioni generate nel 2020 attraverso un’indagine che sarà presentata in occasione di un evento dedicato. L’obiettivo sarà far capire che il momento dopo della Capitale è il momento giusto per trasformare il futuro immaginato in presente.

Il cambiamento “coolturale” di Generatori: il volontariato si rinnova con i giovani

Ribaltare la prospettiva ed il punto di vista. Il progetto Generatori di OPES, accompagnato da una campagna di comunicazione coinvolgente, sta raggiungendo i suoi obiettivi: insegnare ai giovani tra i 14 e i 19 anni a guardare la realtà con il filtro giusto, ad interessarsi ai problemi sociali del loro territorio e a diventare dei cittadini attivi, impegnati e responsabili, ragazzi e ragazze che sentano la necessità di coltivare e difendere il bene comune. Il rinnovamento del volontariato in Italia passa anche da questa iniziativa che è cofinanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

 

Se dedicare alcune ore della propria vita ad iniziative sociali o di volontariato poteva sembrare poco “cool”, tanto per utilizzare un termine molto in voga nello slang dei teenager, grazie a Generatori fare volontariato è diventato un impegno, una responsabilità sentita da molti ragazzi. Durante il suo tour tra gli Istituti secondari di secondo grado e gli impianti sportivi italiani, i formatori di OPES, i testimonial e gli ospiti hanno smosso qualcosa nell’animo degli adolescenti. Riuscendo a toccare le corde giuste, hanno fatto scattare quella scintilla che, poi, è diventata una fiamma. Al termine degli appuntamenti, non era insolito assistere a scene in cui gli alunni o gli sportivi si fermavano a parlare e ad approfondire determinati argomenti con i responsabili del progetto. Ma la crescita di questo senso civico o di impegno sociale non si è avvertita soltanto nel target primario, ovvero i giovani tra i 14 e 19 anni, ma anche nelle strutture che hanno aderito all’iniziativa. A Viterbo, ad esempio, il centro sportivo MGM in più di un’occasione ha contattato la segreteria nazionale dell’Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI per richiedere altri incontri. E così, nel secondo weekend di febbraio, i responsabili territoriali e i formatori di OPES torneranno nel centro della Tuscia per incontrare i ragazzi, per far conoscere l’iniziativa e per permettere agli sportivi di familiarizzare con concetti come bene comune, cittadinanza attiva, educazione civica e volontariato.

Anche al termine di questo incontro, come già accaduto nel resto dello “Stivale”, saranno selezionati i giovani che parteciperanno al percorso formativo extracurriculare di 20 ore. Accedendo ad una piattaforma FAD di proprietà dell’Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI e di Terzo Settore, i futuri Generatori di buone pratiche apprenderanno le normative e le direttive per operare sul territorio in totale sicurezza e nel rispetto delle leggi in vigore e riceveranno una serie di consigli utili per creare un’associazione di volontariato. Conclusa la formazione, saranno in grado di essere attivi sul territorio. Daranno vita a delle iniziative che genereranno valore per il tessuto sociale italiano e creeranno delle campagne che evidenzieranno il loro impegno di cittadini attivi e responsabili.

 

Se prima dell’avvento di Generatori fare volontariato era poco cool, da quando il progetto di OPES è atterrato su tutto il territorio nazionale si potrebbe dire che c’è stato un cambiamento “coolturale” e si avverte una certa sensibilità da parte dei giovani circa i concetti di bene comune e cittadinanza attiva.

L’eredità di Generatori: gli studenti del “Michele Giua” organizzano una raccolta fondi

Non è ancora iniziata la seconda fase di Generatori ma già il progetto di OPES, cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sta dando i suoi frutti.
Mercoledì 18 dicembre ci sarà infatti, presso l’Istituto Tecnico e Liceo Scientifico delle Scienze Applicate “Michele Giua” di Assemini (in provincia di Cagliari) una raccolta fondi organizzata dagli studenti.

Nel mese di novembre Generatori si è presentato ai ragazzi del “Michele Giua” lasciando loro una missione: quella di rinnovare il volontariato. I formatori di OPES, accompagnati da testimonial speciali come il presidente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Shark Polo, Marta Ibba, e Moreno Marchetti, atleta paralimpico del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa, hanno aperto un confronto su tematiche inerenti la ricerca del bene collettivo, l’impegno nel volontariato e sul significato di essere cittadini attivi e responsabili.

La mattinata è stata toccante e le due ore di lezione hanno acceso nei teenagers una luce che non si è più spenta. E cosi i giovani alunni hanno deciso di proseguire da soli il percorso iniziato con il nostro Ente di Promozione Sportiva. È stato organizzato nella scuola un torneo di pallavolo e uno di calcetto, e in contemporanea una raccolta doniI ricavati verranno portati tutti al “Miracolo di Natale”, una manifestazione che si svolge a Cagliari (ma anche in altre cittadine sarde) da 23 anni e che prevede una raccolta di doni e di beni di prima necessità per le famiglie più sfortunate per regalare loro un po’ di gioia e di calore in occasione delle feste natalizie. La manifestazione si terrà presso la scalinata di Nostra Signora di Bonaria, una scalinata monumentale situata di fronte l’omonima chiesa. A presentare l’evento sarà Gennaro Longobardi, uno showman televisivo molto noto in Sardegna (“Per la strada” è la trasmissione che lo ha reso famoso in ogni angolo dell’Isola), che ne è anche il promotore.

Il Liceo Linguistico “Villaggio dei Ragazzi” ospita il progetto Generatori

Siamo agli sgoccioli della prima fase del progetto Generatori ma il suo Project manager, Emanuele Buffolano, continua a viaggiare per il paese portando la testimonianza di quanti hanno deciso di dedicare parte della loro vita e del loro tempo libero alla pratica del volontariato e del bene comune.
Questa volta l’iniziativa di OPES, cofinanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha fatto tappa al Liceo Linguistico Europeo “Villaggio dei Ragazzi” di Maddaloni, in provincia di Caserta. Nella giornata di mercoledì 11 dicembre i ragazzi dell’Istituto sono venuti a conoscenza, così come già hanno fatto moltissimi loro coetanei nelle scuole e nei Centri Sportivi di tutto lo “stivale”, di alcune realtà che sono nate e rimangono in vita grazie all’opera di volontari.

Una di queste è la Protezione Civile. Per Emanuele Buffolano, che è anche il Presidente nazionale della Modavi Protezione Civile, questo argomento è particolarmente sentito e il suo racconto e i filmati che mostra ai teenagers nel corso dell’intervento riescono a penetrare nel cuore delle persone e a commuovere anche i ragazzi che all’apparenza si mostrano più duri. Altro argomento principe di questi interventi che da mesi OPES sta portando nelle scuole è il Servizio Civile. Anche questa volta, come le altre, i giovani studenti hanno potuto conoscere quella che per molti potrebbe essere, una volta portata a termine la scuola dell’obbligo, una grande opportunità e un’occasione per entrare nel mondo del lavoro. L’intervento è arricchito dalle testimonianze di chi questa esperienza l’ha già fatta, sia in Italia che all’estero, e ha visto cambiare radicalmente la sua vita. Infine, agli studenti del liceo “Villaggio dei Ragazzi”, sono stati mostrati video che raccontano con le parole e le immagini realtà come il Santa Lucia Basket in carrozzina e la “Judo Club”, palestra attiva a Napoli, nel quartiere di Scampia, grazie all’operato del maestro di Judo Gianni Maddaloni.

Siamo ora in attesa della seconda fase del progetto. 500 ragazzi stanno per essere scelti per prendere parte a un percorso di formazione (che verrà impartito loro attraverso una FAD) che gli darà tutti gli strumenti per aprire una nuova associazione di volontariato sul loro territorio.

Isernia, tappa di Generatori all’Istituto Statale “Vincenzo Cuoco”

Martedì 10 dicembre Generatori, il Progetto targato OPES e cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha fatto tappa – una delle ultimissime – a Isernia, presso l’Istituto Statale “Vincenzo Cuoco”.
Come sempre gli studenti hanno avuto modo di partecipare a una mattinata ricca di spunti e di dibattiti sul volontariato e il bene comune, seguendo la coinvolgente e a tratti commovente lezione tenuta dal nostro Emanuele Buffolano.

Emanuele, Project Manager di Generatori e Presidente nazionale della Modavi Protezione Civile, sta impegnando anima e cuore in questa nobile iniziativa. Da mesi, instancabilmente, viaggia su e giù per lo “Stivale”, sostando presso Scuole, Istituti e Centri Sportivi, per portare la sua voce e la sua esperienza agli adolescenti di tutta Italia e per mettere a loro disposizione la sua grande professionalità. Moltissimi ragazzi dai 14 ai 19 anni, grazie a lui e agli altri formatori e volontari di OPES, hanno avuto modo di conoscere realtà come il Servizio Civile, l’S.S.D. Santa Lucia Basket in carrozzina (che rimane in vita grazie soprattutto al contributo di volontari), la “Judo Club”, palestra aperta a Scampia da Gianni Maddaloni, maestro di arti marziali e la Protezione Civile. Queste testimonianze hanno avuto il merito di fare breccia nel cuore di moltissimi giovani studenti che sono finalmente riusciti a vedere la realtà attraverso il giusto filtro, quello dei loro occhi, lasciando per questa volta da parte lo schermo dei cellulari, che è esattamente quello che il progetto si propone di fare.

Alcuni degli studenti dell’Istituto “Vincenzo Cuoco” si uniranno ai tanti altri teenagers che hanno preso coraggio e, mostrando di essere fortemente interessati e motivati, sono venuti a chiedere di entrare a far parte della seconda fase di Generatori, che inizierà a breve. In tutto i nuovi generatori di buone pratiche dovranno essere 500; a loro è destinato un periodo di formazione attraverso una FAD che gli darà tutte le informazioni necessarie per permettergli di aprire sul territorio una nuova associazione di volontariato.

Generatori tra Roma e Cagliari, un’intera settimana di formazione sul volontariato

Quello che sta accadendo all’Istituto di Istruzione Superiore I.T.C. di Vittorio – I.T.I. Lattanzio di Roma e al Liceo Scientifico e Artistico “G. Brotzu” di Quartu Sant’Elena (CA) è qualcosa di veramente straordinario.

La scuola di via Teano di Roma si è resa disponibile ad ospitare il progetto Generatori per 5 intere mattinate. E quindi, a turno, tutte le classi stanno avendo modo di partecipare al confronto portato avanti dai formatori di OPES. Ogni studente dell’Istituto sta partecipando a due ore circa di lezione, arricchita da momenti di dibattito e condivisione, su temi quali il volontariato, lo sport, l’educazione civica e il bene comune. Se interessato, sarà poi chiamato a entrare a far parte in prima persona del progetto e a diventare Generatore di buone pratiche.
A parlare ai ragazzi nella sala convegni della scuola, come è già accaduto per le precedenti date di Roma, sono Alessandro Battisti, Presidente del Comitato provinciale OPES Roma e Emanuele Buffolano, Project Manager di Generatori e Presidente nazionale della Modavi Protezione Civile. Ma, vista la portata dell’evento, questa volta si è unito anche parte del Dipartimento Servizio Civile di OPES. Federica Giovannucci sta spiegando agli studenti tutto quello che c’è da sapere su questo importante percorso di formazione e crescita della durata di un anno, ed è accompagnata da alcuni volontari ed ex volontari che ancora collaborano con l’Ente, pronti a portare la loro preziosa testimonianza. Al termine di queste 5 giornate formative siamo certi che i teenagers sapranno guardare la realtà attraverso il filtro giusto, quello dei loro occhi, e saranno pronti ad affrontare il futuro in maniera più responsabile.

Alla scuola di Quartu Sant’Elena “Generatori” farà tappa invece lunedì il 25 novembre. Il progetto verrà presentato in occasione della conferenza nell’ambito dei percorsi obbligatori di Cittadinanza e Costituzione, sulla cultura della solidarietà e del volontariato. A tenere il dibattito non solo i formatori di OPES ma anche due speciali testimoni: Marta Ibba, presidente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Shark Polo, e Moreno Marchetti, atleta paralimpico del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa.

Già da mesi l’iniziativa promossa da OPES e cofinanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sta viaggiando lungo tutto lo stivale italiano per portare il suo messaggio a 3 mila ragazzi dai 14 ai 19 anni. Di questi, a breve 500 verranno selezionati per partecipare alla seconda fase del progetto: quella che prevede 20 ore di formazione extracurriculare e che darà ai giovani tutte le direttive e gli strumenti per poter avviare delle iniziative autonome o delle associazioni di volontariato. Ricordiamo che il progetto prevede l’apertura di 100 nuove Associazioni con l’intento di portare un valore aggiunto nel territorio.

I mesi di ottobre e novembre fanno il pieno di Generatori

L’entusiasmo di Generatori, il progetto di OPES che invita i giovani a guardare la realtà con il filtro giusto, non conosce tregua. Dal mese di ottobre, e per tutto novembre, l’iniziativa sta continuando il suo viaggio lungo la penisola italiana, coinvolgendo anche le isole. Al suo passaggio le attività delle scuole e dei centri sportivi coinvolti si interrompono per poche ore per permettere ai relatori e ai formatori di spiegare ai ragazzi tra i 14 e i 19 anni gli obiettivi del progetto cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Lunedì 28 ottobre Generatori è sbarcato in una delle Isole più belle del mondo, la Sardegna. I ragazzi dell’Istituto Tecnico Industriale Michele Giua di Cagliari (via Montecassino, 09134) hanno partecipato a una mattinata all’insegna dello sport e del volontariato, venendo a conoscenza di concetti come educazione civica, bene comune, cittadinanza attiva e responsabilità sociale.
Nella giornata di 22 novembre i formatori di OPES e i volontari della protezione civile saranno invece a Piacenza, al Liceo Artistico Statale Bruno Cassinari (via Scalabrini, 71, 29100, PC). Gli interventi inizieranno alle ore 9:00 per terminare alle ore 13:00 e, come già successo negli altri appuntamenti, si svolgeranno come dibattiti costruttivi con la speranza di stimolare e coinvolgere i teenagers.
E per finire a Roma l’Istituto di Istruzione Superiore I.T.C. di Vittorio – I.T.U. Lattanzio (via Teano 223, RM) aprirà i propri cancelli al progetto per un’intera settimana. Da lunedì 25 a venerdì 29 novembre tutte le classi della scuola, a rotazione, avranno modo di partecipare all’intervento.

Ma non solo istituti scolastici. Due tappe di Generatori sono state ospitate da altri due capoluoghi laziali. Il 16 e 17 novembre il progetto è stato presentato al C.S. Corso Lazio di Frosinone e al centro sportivo “Il girasole” di Viterbo.

Come sempre, alla fine di ogni incontro i ragazzi interessati sono selezionati per proseguire con un percorso formativo extracurriculare di 20 ore. Al termine di questo corso, i giovani avranno la possibilità di diventare Generatori di buone pratiche e potranno essere utili al loro territorio tramite l’apertura di una loro Associazione di volontariato.