Percorsi di volontariato: le buone pratiche di Luca e Andrea, due giovani Generatori

Percorsi di volontariato: le buone pratiche di Luca e Andrea, due giovani Generatori

I percorsi di volontariato di Luca Z. e Andrea V., due dei giovani che hanno seguito fino alla fine il Progetto Generatori diventando divulgatori di buone pratiche.

 

Luca Z.: Grazie a questo percorso, ho capito ancora di più l’importanza di essere un cittadino attivo nella società e il valore delle esperienze che ho avuto nel corso della mia vita fino ad oggi.
Essere un cittadino attivo non significa solo aiutare chi è in difficoltà ma si tratta di un vero e proprio stile di vita, di contribuire a migliorare il mondo dedicando sacrifici e di combattere per la giustizia sociale in prima persona sentendosi responsabile.
Le mie attività di volontariato non sono state numerose, ma le ritengo per me indimenticabile e anche effettive. Ho avuto l’onore di aiutare persone in difficoltà presso una caritas, le attività sono state di grande varietà, si tratta di un lavoro simile al cameriere di un ristorante ma con un altro spirito, pulivamo, reciclavamo, davamo cibo senza nessun fine di profitto, ma soltanto per aiutare.
Nonostante il lavoro sia stato faticoso, grazie alla nostra grinta e volontà, il tempo volava, non sentivamo la fatica e vedendo gli altri sorridere di soddisfazione anche noi ci sentivamo soddisfatti.
Questa è stata l’attività che più ha colpito, ce ne sono altre ma nessuna è stata cosi efficace e soddisfacente. Grazie a questa esperienza ho capito cosa significa rendersi utile per la comunità e quanto questa sia valorosa.
Invito tutti ad essere cittadini attivi e a partecipare alle attività di volontariato perché l’unità fa forza, se mettiamo tutte le mani insieme la disuguaglianza sociale può essere sconfitta e il mondo sarà un posto migliore.

 

Andrea V.: Il volontariato è un’attività di aiuto verso chi ha più bisogno e credo che sia fondamentale, per le nuove generazioni, venirne a conoscenza perché ai tempi d’oggi ci sono sempre più persone le quali senza il volontariato non riuscirebbero ad arrivare a fine mese.
Se dovessi iniziare una campagna di volontariato mi piacerebbe fondare una O.d.V. (Organizzazione di volontariato). Fonderei una O.d.V. perché svolto del volontariato all’interno di esse e farne parte, anche solo per alcune ore, mi ha fatto capire quanta voglia di aiutare ci sia dietro di esse e vorrei impegnarmi per creare un qualcosa di simile per poter aiutare il maggior numero di persone possibili.
In questa campagna di volontariato vorrei coinvolgere i miei compagni di classe che come me hanno prestato aiuto presso O.d.V. come me. Mi piacerebbe iniziare questa campagna con loro perché credo che come me si sono accorti di quanta voglia di aiutare ci sia e di quanto possa servire il nostro aiuto, quindi credo che con loro potremmo svolgere un ottimo lavoro. La finalità della O.d.V. che vorrei fondare sarebbe quella di fornire dei pasti e anche quello di creare un posto di ritrovo per persone bisognose. Le attività generali che desidero svolgere sono:

  • fornire dei pasti con coperto e dei pasti d’asporto
  • fornire un punto d’incontro

La prima attività generale consiste nel offrire un pasto completo: primo, secondo, contorno, frutta e dessert alle persone che entrano nella mensa. Una volta forniti i viveri la persona può decidere se sedersi al tavolo oppure andare via e consumare il pasto dove vuole, nel caso in cui i coperti siano esauriti la prossima persona che entra deve necessariamente consumare il pasto all’esterno della struttura. I posti al coperto saranno assegnati con priorità a persone con handicap, persone anziane o donne incinta.
La seconda attività generale offerta dall’O.d.V. consiste nel mettere a disposizione una stanza ricreativa per chi ne ha bisogno, in questa stanza si mettono a disposizione sedie, prese per la corrente, giochi di società e libri.
I fruitori principali di queste attività sono tutte le persone che ne hanno bisogno.
Le attività necessitano un avvalersi anche di donazioni di viveri da parte di terzi che vogliono aiutare l’organizzazione anche se in modo indiretto. Per incrementare le donazioni potremmo proporre delle “Giornate di Bontà” dove alcuni membri dell’organizzazione potrebbero chiedere alle persone che fanno spesa nei supermercati una piccola donazione di viveri.
In conclusione questo è il mio progetto di O.d.V., una mensa per i poveri, nonostante possa sembrare un’idea banale credo che sia di fondamentale importanza perché soddisfa uno dei dei bisogni primari e offre un punto di incontro per socializzare.